Qui non ci sono diavoli ma un popolo che invoca il suo patrono dalla faccia gialla, procacciatore di sogni e illusioni. Mille colori che si espandono tra mura antiche che trasudano umanità in ogni angolo di piazze e vicoli. A Napoli il tempo scorre inesorabilmente in un movimento vorticoso, ma si ha anche la sensazione che sia fermo attraverso le ombre delle sue storiche radici. E si avverte la capacità di adattarsi alle circostanze insieme alla volontà di sopravvivere alle avversità. Definitivamente si dilegua l’immagine stereotipata della miseria e l’idillio del paesaggio armonico, mentre si svela quella della città/mondo, porosa, bassa e obliqua, sospesa nella metafora della sua inimitabile eternità.
Ugo Rufino










